La misura è rivolta alle famiglie con ISEE fino a 15 mila euro, soglia che sale a 30 mila euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. Il contributo è finalizzato a favorire la riduzione dei costi energetici e l’accesso alle fonti rinnovabili
Installare un impianto fotovoltaico e ridurre il peso delle bollette, senza sostenere direttamente l’investimento iniziale. È questo l’obiettivo del Reddito Energetico Nazionale, il fondo istituito per favorire la diffusione dell’energia solare tra le famiglie con redditi più bassi.
La misura è gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la società pubblica controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia. Attraverso il Fondo Nazionale Reddito Energetico, il GSE sostiene l’installazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo nelle abitazioni di residenza delle famiglie che possiedono determinati requisiti economici e patrimoniali.
Chi può accedere al beneficio
Secondo quanto previsto dal GSE, possono richiedere il Reddito Energetico le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con un ISEE in corso di validità inferiore a 15 mila euro. La soglia sale a 30 mila euro per le famiglie con almeno quattro figli fiscalmente a carico. Oltre al requisito economico, il richiedente deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile nel quale verrà installato l’impianto fotovoltaico. Sono ammessi proprietari, usufruttuari e titolari del diritto di abitazione o di uso.
Un ulteriore requisito riguarda il contratto di fornitura elettrica: l’utenza deve essere intestata al richiedente oppure a un altro componente del nucleo familiare risultante ai fini ISEE. L’immobile deve, inoltre, coincidere con la residenza anagrafica della famiglia al momento della presentazione della domanda.
Quali abitazioni rientrano nel beneficio
Le agevolazioni sono riservate alle abitazioni accatastate nel gruppo A, con esclusione delle categorie A1, A8, A9 e A10. In altre parole, il fondo è destinato alle normali abitazioni residenziali e non agli immobili di lusso o a quelli destinati a uso professionale.
Come funziona il contributo
Le domande devono essere presentate al GSE dal soggetto beneficiario con il supporto dell’impresa incaricata dell’installazione dell’impianto. Nel meccanismo previsto dal fondo operano due figure: il soggetto beneficiario, la famiglia che accede all’agevolazione, e il soggetto realizzatore, l’impresa installatrice che realizza l’impianto e riceve il contributo previsto dal fondo. Le imprese devono possedere i requisiti professionali previsti dalla normativa per l’installazione e la manutenzione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Gli impianti ammessi
Il Reddito Energetico finanzia esclusivamente impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo domestico. Gli impianti devono avere una potenza compresa tra 2 e 6 kW e non possono superare la potenza impegnata nel contratto di fornitura elettrica dell’abitazione. Inoltre, non devono essere già entrati in esercizio al momento della presentazione della domanda. Tra i requisiti previsti dal GSE, rientra anche l’obbligo di garantire per almeno dieci anni una copertura assicurativa multirischio, un servizio di manutenzione e un sistema di monitoraggio delle prestazioni dell’impianto.
Un’opportunità per contrastare la povertà energetica
Il contributo può essere riconosciuto una sola volta per ciascun beneficiario e per ciascun nucleo familiare. In caso di rigetto della domanda, è possibile ripresentarla dopo aver corretto le criticità segnalate durante l’istruttoria. L’iniziativa rappresenta uno degli strumenti messi in campo per contrastare la povertà energetica e favorire l’accesso alle energie rinnovabili anche da parte delle famiglie economicamente più fragili. Attraverso il Reddito Energetico, il GSE punta a coniugare inclusione sociale e transizione energetica, consentendo a un numero crescente di cittadini di produrre autonomamente parte dell’energia necessaria alla propria abitazione.