A Mascalucia il caso di un impianto fotovoltaico domestico da 8,7 kWp con batterie di accumulo e sistema di ricarica per auto elettrica

Per anni, il fotovoltaico domestico è stato considerato un investimento destinato soprattutto a una fascia limitata di utenti. A frenare la diffusione nel settore residenziale erano i costi elevati, i tempi di rientro incerti e una percezione ancora marginale dell’autoproduzione energetica.

L’aumento progressivo dei prezzi dell’energia, la diffusione dei sistemi di accumulo e l’evoluzione delle tecnologie disponibili hanno, tuttavia, modificato l’approccio delle famiglie al fotovoltaico, visto sempre più come una soluzione per ridurre i costi energetici e aumentare l’autonomia rispetto alla rete elettrica tradizionale.

È in questo contesto che una famiglia siciliana, marito, moglie e un figlio adolescente, nel 2024 ha deciso di investire nell’autoproduzione energetica, installando un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione.

La famiglia, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, vive a Mascalucia, in provincia di Catania, in una villetta indipendente di circa 120 metri quadrati, dotata di un ampio terrazzo e circondata da un giardino di circa 800 metri quadrati. Il marito lavora fuori casa e rientra la sera, mentre la moglie svolge la propria attività in smart working. Computer accesi, climatizzazione, elettrodomestici utilizzati durante tutta la giornata e, di recente, anche un’auto elettrica da ricaricare.

“A un certo punto, – raccontano- ci siamo resi conto che i consumi stavano aumentando. Con il lavoro da casa, i climatizzatori restano accesi molte ore in estate e le bollette erano diventate sempre più pesanti da sostenere”.

Pannelli sul tetto e accumulo per massimizzare l’autoconsumo

Il sistema fotovoltaico installato ha una potenza complessiva di 8,715 kWp ed è costituito da 21 pannelli Q-CELLS da 415 Wp, distribuiti su due falde del tetto orientate rispettivamente a sud e a est. L’impianto include un inverter Zucchetti da 6 kW e una batteria di accumulo da 17,4 kWh, elementi che permettono di gestire in modo efficiente l’energia disponibile nell’arco della giornata.

Attraverso l’app collegata al sistema, la famiglia monitora in tempo reale livelli di carica delle batterie e rendimento del sistema: “All’inizio guardavamo l’app quasi per curiosità, – racconta il proprietario della casa – adesso è diventata un’abitudine. Ti rendi subito conto di quando stai consumando troppo o di quanta energia stai generando”.

Nelle ore di maggiore irraggiamento, i pannelli alimentano direttamente la casa; l’energia non utilizzata viene immagazzinata nel sistema di accumulo e impiegata successivamente, soprattutto nelle ore serali e notturne.

Inverter Zucchetti da 6 kW 

Gli elettrodomestici seguono le ore di sole

Nel tempo anche le abitudini domestiche sono cambiate. La famiglia ha iniziato a concentrare i consumi energetici nelle fasce orarie di maggiore produzione solare. Lavatrice, lavastoviglie e climatizzatori vengono utilizzati prevalentemente durante il giorno, mentre la colonnina domestica da 7 kW, installata, nel garage, permette di ricaricare l’automobile elettrica sfruttando direttamente l’energia generata dai pannelli. “Cerchiamo di far partire gli elettrodomestici quando l’impianto rende di più, – spiegano – non è una rinuncia, è un modo diverso di organizzare i consumi”.

Secondo i dati forniti dalla famiglia, nel 2025 l’impianto ha prodotto circa 12.850 kWh di energia. Di questi, circa 6.492 kWh sono stati immessi nella rete elettrica, mentre la quota restante è stata utilizzata direttamente dall’abitazione o accumulata nel sistema di batterie  per essere impiegata nelle ore successive. L’energia in eccesso inoltre viene remunerata dal GSE a 10 centesimi a kWh.

Batteria di accumulo da 17,4 kWh

Blackout estivi e autonomia energetica

Uno degli aspetti più importanti riguarda la gestione dei blackout estivi, fenomeno che durante le ondate di calore interessa di frequente alcune aree della provincia catanese, a causa dell’uso intensivo dei climatizzatori. In caso di interruzione della rete elettrica, il sistema di accumulo mantiene attive alcune utenze domestiche essenziali, garantendo continuità per diverse ore, in base ai consumi presenti in quel momento. “L’estate scorsa, in zona, ci sono stati diversi sbalzi di corrente – prosegue la famiglia – sapere di poter continuare ad avere luce, internet, frigorifero in funzione, anche durante una sospensione dell’erogazione elettrica, dà una sensazione di sicurezza”.

Durante la notte, la villetta utilizza l’elettricità immagazzinata nelle batterie nel corso della giornata. Solo quando la carica si esaurisce entra in funzione il normale prelievo dalla rete nazionale. Nelle giornate caratterizzate da maltempo o da una ridotta disponibilità di sole, il ricorso alla rete aumenta in automatico, mentre la capacità di stoccaggio limita i prelievi nelle fasce orarie più critiche.

Costi, incentivi e tempi di rientro

L’intervento è stato realizzato da Queracom EnergiaI lavori di installazione si sono conclusi in tre giorni, mentre l’iter burocratico necessario per autorizzazioni e connessione alla rete ha richiesto circa due mesi. L’investimento complessivo è stato di circa 15 mila euro, con accesso alla detrazione fiscale del 50%. Secondo le stime dei proprietari dell’abitazione, il risparmio medio annuo, tra consumi elettrici ridotti e ricarica dell’auto elettrica, si aggira intorno ai 2mila euro. Considerando le detrazioni fiscali previste, il tempo di rientro dell’investimento viene stimato in, circa, cinque anni.

La transizione energetica entra nelle case

Il caso della villetta di Mascalucia riflette una tendenza sempre più diffusa nel settore residenziale, soprattutto nelle regioni meridionali, caratterizzate da elevato irraggiamento solare. Negli ultimi anni, il fotovoltaico domestico è passato dall’essere percepito come un investimento specialistico a una soluzione presa in considerazione da un numero crescente di famiglie.

Restano alcune criticità: l’investimento iniziale, la necessità di spazi adeguati. Esperienze come quella della famiglia etnea mostrano, tuttavia, come la transizione energetica stia progressivamente entrando nella dimensione quotidiana delle abitazioni private, modificando il modo di produrre energia e il rapporto delle persone con i consumi e con la gestione della vita domestica.

Graziella Guglielmino